IL CASENTINO TORNA A FARE SCUOLA

29 ottobre 2021

Due giorni di studio in modalità “esperienziale” per i partecipanti al corso di aggiornamento professionale tenuto dal prof. Federico Preti dell’Università di Firenze alle Officine Capodarno di Pratovecchio Stia Case-history di rilievo dell’ingegneria naturalistica l’intervento sul Gorgone realizzato dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, promotore anche di un nuovo modello di gestione dell’ambiente fluviale: il percorso partecipativo del Contratto di Fiume

Non sui banchi, ma tra i corsi d’acqua che scorrono in territorio casentinese e fanno parte del reticolo gestito dal  Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno.

E’ stata esperienziale e coinvolgente la due giorni organizzata dal professor Federico Preti nella cornice del corso di aggiornamento professionale organizzato da Officine Capodarno, a Pratovecchio Stia, che ha avuto oltre 30 partecipanti.

La prima tappa a Pratovecchio-Stia: sul torrente Gorgone, sempre  sotto i riflettori per l’innovativo intervento di ingegneria naturalistica, curato dal Consorzio di Bonifica in collaborazione con l’Università di Firenze, che, con il sistema dello step and pull (salti e pozze), è riuscito a  migliorare  la sua funzionalità, regalando     condizioni di vita più favorevoli alla fauna ittica. In particolare alle trote che hanno visto potenziate anche le loro capacità riproduttive.

Il programma di lavoro ha previsto poi un focus con  l’Unione dei Comuni Montani del Casentino e  alcune ditte specializzate nella realizzazione di interventi di ingegneria naturalistica che fanno parte della rete AIPIN (Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica).

Il sipario della prima giornata si è chiuso sui Contratti di Fiume.

E’ stato il dottor Francesco Lisi, Direttore Generale del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, presso le Officine Capodarno, a illustrare lo sviluppo dei percorsi partecipativi promossi dall’Ente, soffermandosi in particolare su Casentino H2O, il processo che interessa, a partire dalle sorgenti, il primo tratto dell’Arno  con i suoi affluenti.

“Il contratto di fiume – ha concluso Lisi – è uno strumento che consente di affrontare in una logica integrata e  multidisciplinare le tematiche dell’ambiente fluviale, attorno al quale esistono sensibilità e interessi differenti che vanno ascoltati, compresi e bilanciati. Come abbiamo detto in più occasioni, un fiume in equilibrio è un fiume anche più sicuro. Proprio per questo il Consorzio si è adoperato per diffondere lo strumento del contratto di fiume, percorso partecipativo che ha il compito di fare sintesi tra le richieste e le attese di tutti i portatori di interesse dei diversi territori, responsabilizzandoli nella realizzazione delle azioni condivise. Ed è attraverso il confronto costante con Università e Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, che abbiamo consolidato e sdoganato definitivamente pratiche  di “manutenzione gentile” della vegetazione. Oggi tutte le lavorazioni del Consorzio infatti vengono progettate e personalizzate in base alle caratteristiche naturalistiche e ambientali delle aree di intervento, per coniugare al meglio la riduzione del rischio idraulico con la necessità di conservazione e miglioramento degli habitat e degli ecosistemi presenti. Importante, per la definizione di modus operandi, la passeggiata progettante organizzata nell’ambito del Contratto di Fiume Casentino H2O: l’iniziativa è maturata dalla collaborazione tra il Consorzio di Bonifica, il Parco, l’Università di Firenze e l’Associazione AIPIN ed è stata condotta dal dottor Andrea Gennai, responsabile del servizio pianificazione del Parco”.

La due giorni, a cui sono intervenuti anche il sindaco di Pratovecchio Stia Nicolò Caleri e il dottor Andrea Gennai, è proseguita con ulteriori focus nei territori dei comuni di Poppi, Bibbiena, prima di concludersi con un’ultima tappa a Vallombrosa.

L’”aula en plein air” sui corsi d’acqua e a contatto diretto con gli operatori che si occupano di gestione dei fiumi e della vegetazione, anche questa volta, ha saputo essere un laboratorio interessante, originale e importante per un aggiornamento professionale sulle principali innovazioni che attraversano il settore dell’ingegneria naturalistica”, ha commentato il professor Federico Preti al termine della due giorni promossa da DREAm Italia.

 

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