ANCHE L'ALTO VALDARNO NELLA MORSA DI LUCIFERO

13 agosto 2021

L’agricoltura ha sete: la fornitura di risorsa alle aziende allacciate alla rete dei 4 distretti gestiti dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno nel mese di luglio ha sfiorato gli 820 mila mc. Nello stesso periodo del 2020 era ferma sotto i 630 mila mc. In dodici mesi, la richiesta è salita di un significativo +31% Serena Stefani (Presidente CB2): “L’andamento degli ultimi anni evidenza che la funzione dell’irrigazione in termini produttivi e ambientali diventa indispensabile. Ormai le stagioni irrigue si sono allungate e, per alcuni prodotti, coprono l’intero anno. Investire nelle infrastrutture idriche diventa strategico per il nostro “Made in”. Altrettanto urgente è trovare soluzioni per trattenere l’acqua quando questa è disponibile per calmierare il regime idrico e contrastare i fenomeni estremi conseguenza dei cambiamenti climatici.

Più 31 per cento. I dati parlano chiaro. Nel mese di luglio 2021 la fornitura di acqua alle aziende agricole, allacciate alla rete dei quattro distretti irrigui gestiti dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, ha fatto un sostanzioso balzo in avanti. Una richiesta che sarebbe stata ancora più alta se le produzioni frutticole non fossero state in gran parte compromesse dalle gelate primaverili.

La richiesta di risorsa, che, nel luglio 2020,  si era fermata sotto quota 630 mila mc,  è schizzata in alto fino a sfiorare gli 820 mila mc,  dodici mesi più tardi.

Le condizioni meteorologiche del mese di agosto inoltre non danno tregua alle colture costrette a fare i conti, in questi giorni, con l’arrivo di Lucifero e, quindi, con  giornate infuocate, caratterizzate da temperature elevate e da assenza di precipitazioni.

“Quest’anno la richiesta di acqua è stata anticipata: in primavera infatti il Consorzio si è impegnato ad erogare il servizio anti-brina per contrastare l’ondata di freddo fuori stagione e tentare così di salvare i frutteti dalle conseguenze di gelate arrivate nel delicato periodo delle fioriture”, spiega l’ingegner Lorella Marzilli, caposettore del servizio irrigazione dell’ente. “Ma non è questo che ha contribuito a gonfiare in modo così significativo i quantitativi di risorsa distribuiti dal nostro ente. Neppure l’aumento degli ettari irrigati, passati da poco meno di 539 a circa 580, può spiegare i 190 mila mc di consumi in più dal luglio 2020 al luglio 2021. La superficie servita è cresciuta dell’8 per cento, contro il 31 per cento più dei quantitativi registrati  dai contatori. Questo significa che è aumentato il bisogno di acqua delle coltivazioni del territorio, allacciate ai nostri impianti di irrigazione per un evidente significativo aumento dell’evapotraspirazione aggravato dalle scarsissime precipitazioni”.

Se le colture sono assetate, anche i corsi d’acqua sono a secco.

In questa prima metà di agosto i bollettini dell’Osservatorio ANBI sulle risorse idriche non lasciano spazio all’ottimismo: la siccità colpisce duro anche nel comprensorio Alto Valdarno, dove le portate  risultano sotto le medie stagionali e a volte sono tanto ridotte da rendere difficile la sopravvivenza della fauna ittica.  Sono molti infatti gli interventi organizzati dalle associazioni dei pescatori su tutto il territorio per salvare i pesci nei punti più critici.

“Un quadro complesso - commenta Serena Stefani, Presidente del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno -. L’andamento degli ultimi anni   evidenza che la funzione dell’irrigazione in termini produttivi e ambientali diventa indispensabile. Ormai le stagioni irrigue  si sono allungate e, per alcuni prodotti, coprono  l’intero anno. Investire nelle infrastrutture idriche diventa strategico per il nostro “Made in”. Altrettanto urgente è trovare soluzioni per trattenere l’acqua quando questa è disponibile per calmierare il regime idrico e contrastare i fenomeni estremi, sempre più frequenti, conseguenza dei cambiamenti climatici. Affrontare il problema non è più rinviabile. Siamo il Paese più piovoso d’Europa, dobbiamo adottare politiche ed interventi per trattenere l’acqua quando piove, creando serbatoi di accumulo che mitigano il rischio idraulico a valle ed utilizzare quest’acqua nei periodi siccitosi e di bisogno, oltre ad adottare moderne tecniche irrigue  per risparmiare la risorsa: oggi la scienza, le conoscenze e la tecnologia ce lo permettono”.

 

DATI RELATIVI AL 2021

Precipitazioni 2021 - rilevamento Stazione regione Toscana di Cesa (ar)

Dal 1/1/2021 al 31/07/2021                                              305,4 mm

dal 1/5/2021 al 31/7/2021 (stagione irrigua)             73,00 mm

mese di luglio 2021                                                    5,80 mm

 

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