CON I SEDIMENTI DI RESCO E MASSANERA SI CURA L'ARNO

13 luglio 2021

A Reggello il materiale che si è accumulato in prossimità delle briglie sui due corsi d’acqua sarà utilizzato per ripristinare le erosioni dell’area golenale del fiume in località Matassino Sono 500 i mc recuperati da reimpiegare. Per il trasporto servono 40 camion Serena Stefani (Presidente Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno): “Massimo impegno dell’ente per prevenire il rischio idraulico nelle aree urbane e abitate e per riavvicinare le comunità alle aste fluviali”

Cinquecento metricubi di sedimenti, equivalenti a una quarantina di  camion di materiali.

Questo è il volume dei sedimenti che saranno complessivamente rimossi dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, nel territorio del comune di Reggello,  con l’intervento di  manutenzione ordinaria in fase di esecuzione su Resco e   Massa Nera.

L’operazione, necessaria  per restituire   funzionalità ai due corsi d’acqua, consentirà anche di recuperare materiale da impiegare, poco lontano, per rimodellare, in località Matassino, la golena dell’Arno, dove   alcuni  tratti interessati dalle erosioni necessitano di ripristino, e le banche e le piste di accesso al fiume.

Operai e macchine sono al lavoro da qualche giorno.

Sul Torrente Resco, nei pressi della briglia selettiva a fessura, adiacente alla strada comunale per Pontifogno, dove, a monte dello sbarramento, si sono depositati terre e sassi e dove il restyling prevede anche l’eliminazione del materiale legnoso trascinato dalla corrente.

E sul borro di Massa Nera dove nella briglia selettiva si è stratificato un accumulo terroso.

Nel primo caso il volume da rimuovere e spostare è importante: i tecnici incaricati dall’ente lo hanno stimato in  480 mc.   Questo significa che, con l’impiego di un normale autocarro (con portata pari a 13 mc circa), per completare l’operazione, serviranno almeno 37 viaggi.

Nel secondo caso, in alveo ci sono circa 20 mc da rimuovere. Una asportazione meno consistente ma non meno significativa dal punto di vista idraulico.

Il  materiale escavato viene trasportato,  posizionato e distribuito con mezzi meccanici sulla golena dell’Arno al Matassino, dove, in precedenza, è stata effettuata l’operazione di sfalcio della vegetazione. Non solo. Per raggiungere l’area di riutilizzo, il Consorzio di Bonifica ha realizzato una rampa di accesso, da rimuovere una volta completati gli interventi.

“Queste lavorazioni sono state   condivise   dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno con l’amministrazione comunale di Reggello – spiega la Presidente  Serena Stefani -. Interessano  un’area prospicente il centro abitato, quindi insistono su una zona urbana e antropizzata che richiede il massimo sforzo per prevenire situazioni di pericolo e rischio. Inoltre la sistemazione idraulica ha il pregio di migliorare anche la fruibilità dei corsi d’acqua e quindi contribuisce a  riavvicinare i cittadini alle aste fluviali,  uno degli obiettivi su cui è impegnato il Consorzio anche attraverso la promozione dei contratti di fiume”.

“Gli interventi in corso a Reggello – aggiunge Serena Ciofini, responsabile del settore difesa del suolo del Consorzio – sono parte di un lotto più ampio, che comprendere la riprofilatura di alcuni corsi d’acqua anche in altri comuni del Valdarno: operazioni che devono necessariamente essere concentrate in estate quando le portate d’acqua sono minime. Il progetto che stiamo realizzando oltre a migliorare la funzionalità idraulica, ci consente di ottimizzare le risorse, reimpiegando i sedimenti rimossi per tamponare le vicine zone dell’Arno interessate da dissesti”.

I lavori

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