Agricoltura a secco, acqua di Montedoglio per scongiurare la siccità

28 giugno 2017

138 autorizzazioni concesse dal Consorzio 2 Alto Valdarno che gestisce il servizio per l’uso irriguo dell’acqua dell’invaso. Interessati 4 distretti, in provincia di Arezzo uno in quella di Siena, per 488 ettari di culture prevalentemente mais e fruttifere. Il presidente Paolo Tamburini: «Il nostro servizio garantisce acqua di qualità a tutti gli agricoltori delle varie vallate e offre una valida risposta al grande caldo e al paventato rischio di siccità per le colture»

L’agricoltura è a secco, se non pioverà nell’arco delle prossime due settimane in modo costante e non violento la situazione si aggraverà a livelli irrecuperabili. Per dare da bere all’agricoltura senese e aretina, assetata e in crisi, una risposta è nell’uso irriguo dall’acqua di Montedoglio, servizio gestito dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno nei Distretti 1, 21 e 7 in provincia di Arezzo, e nei distretti n. 42-43 in provincia di Siena. Il presidente Paolo Tamburini evidenzia come il servizio gestito grazie ad una convenzione con la Regione, «garantisce acqua di qualità a tutti gli agricoltori delle varie vallate e offre una valida risposta al grande caldo e al paventato rischio di siccità per le colture».

I numeri della grande sete. Complessivamente il Consorzio ha rilasciato 138 autorizzazioni per una superficie irrigata di 488 ettari di cui 164 coltivati a mais, 74 a ortive e 250 a fruttiferi. La tecnica irrigua utilizzata è del tipo ad aspersione, 278 ettari, e localizzata, 210 ettari. Complessivamente è stato calcolato un consumo di un milione e 300mila metri cubi di acqua per un valore della produzione agricola stimata attorno a 4,5 milioni di euro. «Quella dei distretti irrigui – continua Tamburini – è crediamo in una sfida nella quale mettiamo il nostro contributo in quanto crediamo che una agricoltura di qualità possa valorizzare i nostri territori anche da un punto di vista economico»

Le vocazioni agricole dei quattro distretti. Il Distretto n.1, si trova nella zona nord di Arezzo interessa il Comune di Arezzo, località Chiassa, Vico, Tregozzano, Campoluci, Petrognano e Quarata. In esercizio dal 1998 con una superficie attrezzata di 800 ha, irrigati stagionalmente 100 ha e con un consumo variabile negli anni dai 100.000 ai 150.000 mc. Le colture prevalenti sono mais (55 ha) e ortive ( 20 ha). Metodi di irrigazione: aspersione (50 ha) e localizzazione (48 ha). Il Distretto n. 21, è ubicato nella zona sud di Arezzo e interessa i comuni di Arezzo, Monte San Savino e Civitella in Val di Chiana, località Mugliano, Pieve al Toppo, Badia al Pino, Tuori, Tegoleto, Vado. In esercizio dal 2012 con una superficie attrezzata di 1600 ha, irrigati stagionalmente 300 ha e con un consumo variabile negli anni dai 700.000 mc ai 1.000.000 mc. Colture: frutteti (250 ha), piante ortive (20 ha), mais ( 10 ha). Metodi di irrigazione: aspersione (140 ha) e localizzazione (140 ha). Il Distretto n. 7 si trova, invece, nel comune di Castiglion Fiorentino tra la località Pozzo Nuovo e Manciano. In esercizio dal 2015 con una superficie attrezzata di 350 ha, irrigati stagionalmente 45 ha e con un consumo pari a 90.000 mc. Colture: piante ortive (37 ha), mais (4 ha). Metodi di irrigazione: aspersione (10 ha) e localizzazione (32 ha). Infine, il Distretto n. 42-43 localizzato nel comune di Montepulciano in provincia di Siena è localizzato nella piana di Valiano, Acquaviva, e Montepulciano stazione. Collaudato nel 2015 e in esercizio dal 2016 con una superficie attrezzata di 800 ha, irrigati 85 ha e con un consumo pari 55.000 mc. Coltura prevalente: mais. Metodi di irrigazione: aspersione (85 ha).

Tecnologia 2.0 per irrigare i campi. Per la gestione dell'acqua, il Consorzio di avvale di tecnologia di avanguardia con sistemi di telecontrollo che consentono di monitorare da remoto (quindi smartphone, tablet e pc) il funzionamento della rete e i vari prelievi irrigui, nonché di comandare a distanza le valvole sezionatrici delle condotte principali. Tutto questo è possibile grazie a una serie di centraline sparse nei campi che rilevano umidità, temperatura esterna e della terra e altri dati utili a capire quanta necessità reale di acqua abbia quella data coltura in quel dato terreno in quella data situazione. I tecnici del Consorzio così sono in grado di limitare o aprire l’accesso all’irrigazione all’agricoltore che ne necessiti.

Sviluppo agricolo in maniera sostenibile. L'acqua dell'invaso di Montedoglio, è elemento fondamentale di quella green economy che rappresenta la vera scommessa per il futuro dell'agricoltura. «Montedoglio –commentato il presidente del Consorzio Paolo Tamburini - rappresenta una opportunità straordinaria lo sviluppo di una agricoltura di qualità nei prossimi anni. Fornire l'acqua dell'invaso alle aziende agricole, garantire un regolare deflusso delle acque, contribuire alla sicurezza ambientale è il contributo del Consorzio sulla qualità di tutte le filiere agricole, dall'ortofrutta, al florovivaismo, alla zootecnia».

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