SULL'ARNO CON LO STONE BALANCING

8 settembre 2020

A Pratovecchio Stia una novella Stonehenge Casentinese Lui si chiama Nicola Doni e lungo l’Arno costruisce opere effimere e suggestive “semplicemente” sovrapponendo sassi con l’aiuto della forza di gravità e un pizzico di fantasia Arte? Hobby? Sicuramente una tecnica per ritrovare il benessere psicofisico. In Casentino è già diventata una moda seguitissima nel post lockdown L’appuntamento si è tenuto questo pomeriggio sul Lungarno delle Monache Vecchie nel comune di Pratovecchio Stia

Lui si chiama Nicola Doni, docente universitario di professionale, artista per passione. Da quando ha scoperto il tratto dell’Arno che scorre in Casentino, lo ha scelto per le sue incredibili e singolari performance.

Qui dove l’acqua è cristallina, le sponde sono ben curate e   non mancano massi e pietre di tutte le forme e le dimensioni, costruire opere mettendo in equilibrio i sassi con il solo aiuto della fantasia e della forza gravitazionale è ormai diventata per l’artista giramondo una piacevole consuetudine. Tra l’altro apprezzatissima  dagli abitanti della vallata e dai turisti che si fermano incantati ad osservarlo e poi decidono di mettersi alla prova.

Un hobby curioso e particolare che ha finito per contagiare in tanti.

“Per qualcuno è una forma d’arte seppure effimera, in realtà, è una tecnica di meditazione che affonda le sue radici nella millenaria cultura Zen. Si chiama stone balancing ed è un ottimo strumento per ritrovare se stessi. L'obiettivo è di far sperimentare ai partecipanti questa tecnica in modo da esercitare pazienza, concentrazione, sensibilità ed equilibrio per raggiungere un benessere fisico e mentale”, spiega Nicola che gravita intorno alla Fraternità di Romena, dove da anni don Luigi Verdi  lavora su questi temi.

“Far conoscere questa attività e le mille altre che si possono svolgere lungo i corsi d’acqua – commenta la Presidente del Consorzio 2 Alto Valdarno Serena Stefani, che ha organizzato l’evento - è il modo migliore per riavvicinare l’uomo al fiume. Allo stesso tempo, il laboratorio è un’occasione per valorizzare con opere effimere un angolo di Pratovecchio da poco recuperato dalla collaborazione tra il Consorzio, il Comune e le associazioni di volontariato Civitas, Pescatori Casentinesi  e PratoVeteri. E’ inoltre l’occasione per far conoscere e lanciare il contratto di fiume che sta nascendo su questo tratto dell’Arno”.

In molti hanno partecipato al laboratorio, a caccia di un equilibrio con le pietre che parte dall’equilibrio con se stessi.

 

 

 

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