SUI CORSI D'ACQUA OASI VERDI PER LA FAUNA

28 agosto 2020

A Montevarchi proseguono i lavori sul reticolo Serena Stefani (Presidente CB2): “Stiamo completando i lavori programmati per garantire la funzionalità idraulica dei corsi d’acqua in territorio montevarchino dove il Consorzio ha investito 155 mila euro. Oltre al referente tecnico, il Valdarno ha anche un referente dell’Assemblea con il compito di tenere i rapporti con il territorio: è Mauro Renzoni” Beatrice Lanusini (Referente di Area del settore difesa idrogeologica del CB2): “Gli interventi puntano al contenimento della vegetazione per migliorare lo scorrimento delle acque e per verificare le condizioni delle opere. Nel corso dell’attività abbiamo creato piccole oasi verdi per garantire l’ombreggiatura delle acque a tutela della fauna”

Prosegue a pieno ritmo la manutenzione ordinaria sui corsi d’acqua montevarchini.

Cento cinquantacinque mila gli euro investiti dal  Consorzio 2 Alto Valdarno per mitigare il rischio idraulico nel capoluogo e nelle frazioni.

Dopo il consueto stop ai cantieri, richiesto dalla normativa vigente a protezione della fauna nidificante, l’operazione fiumi sicuri è ripartita con decisione già all’inizio di luglio.

I primi a passare sotto i “ferri” sono stati, come sempre, il Dogana, dall’immissione in Arno fino alla confluenza del Borro di Caspri in località Noferi  e il Borro del Giglio, i due torrenti che attraversano i quartieri più densamente popolati e urbanizzati della città.

Uomini e mezzi si sono poi spostati sui  principali affluenti del Dogana. Operazioni di contenimento della vegetazione hanno interessato il Borro dell’Ornaccio alla Ginestra,  il Borro Vigna Borranicchi e il Borro Rosso al Pestello.

A breve toccherà al Borro dello Spedaluzzo, che, già  a fine primavera, era stato sottoposto a un intervento per la  rimozione dei sedimenti accumulati nella vasca  in Loc. Ossaia; al  Fosso Reale e al Torrente Valdilago alle porte di Levanella; al Torrente Caposelvi  nel tratto che attraversa  la frazione di Mercatale Valdarno e  nel tratto vallivo in prossimità dell’immissione in Arno.

Sono in corso  gli interventi programmati con cadenza annuale dal Consorzio, approvati dalla Regione Toscana  e definiti con il contributo degli amministratori comunali,  tenendo conto delle necessità che si manifestano sui territori e delle segnalazioni che arrivano all’ente e che i tecnici hanno il compito di verificare e valutare. Ricordiamo che, in questo periodo, mentre ci avviamo a completare il piano delle attività 2020, i nostri uffici stanno già lavorando alla stesura dello strumento di programmazione 2021. E’ questo quindi il momento di raccogliere eventuali   suggerimenti che ci permetteranno di confezionare un piano sempre più attento e aderente alle esigenze di ogni area”, spiega Serena Stefani, presidente del Consorzio 2 Alto Valdarno, ricordando che, per far contare sempre più i territori, è decollata una nuova importante iniziativa: “All’interno dell’Assemblea abbiamo individuato un referente per ciascuna area: una sorta di “antenna” capace di cogliere e trasferire i bisogni della UIO (acronimo per indicare ognuna delle sei unità idrografiche omogenee che compongono il comprensorio Alto Valdarno) assegnata. Per il Valdarno è   Mauro Renzoni che lavora in stretta sinergia con il referente tecnico di area, l’ingegner Beatrice Lanusini”.

Ed è proprio l’ingegner Lanusini a illustrare il contenuto dei lavori in corso sul reticolo montevarchino: “La manutenzione ordinaria prevede il taglio   della vegetazione presente sulle sponde e in alveo che potrebbe ostacolare il transito della corrente, con l’obiettivo di ripristinare il regolare deflusso delle acque e   migliorare le caratteristiche naturali dell’ambiente fluviale, salvaguardando la varietà delle specie vegetali ripariali. In alcuni tratti fluviali, come ad esempio nei tratti di valle del Torrente Dogana,   sono state conservate fasce di arbusti vicino al livello dell’acqua di magra: una soluzione che serve a ridurre il fenomeno di surriscaldamento delle acque per insolazione, tipica del periodo. La fascia di vegetazione ombreggia zone di interesse naturalistico e di vitale importanza  per la fauna che popola i nostri torrenti”, spiega l’ingegner Lanusini annunciando anche possibili interventi puntuali: “Nel corso delle  lavorazioni dovremo procedere al taglio di alcune alberature pericolose per il precario stato di salute, per le dimensioni o per la localizzazione che va ad interferire con opere idrauliche, infrastrutture viarie e reti tecnologiche. Questi abbattimenti saranno eseguiti con l’ausilio di piattaforma aerea e con l’impiego di operai forestali specializzati”.

 

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