QUANDO IL NOME PUO' TRARRE IN INGANNO

26 maggio 2020

Si chiama Sentiero della Bonifica ma la sua gestione non è affidata al Consorzio di Bonifica Stefani (Presidente CB2): “Per legge non possiamo utilizzare il contributo versato dai consorziati per sfalciare l’erba su una ciclovia. La notizia inesatta circolata in questi giorni penalizza i lavoratori dell’ente che, anche durante il lockdwon, hanno lavorato con impegno per garantire una maggiore sicurezza idraulica al territorio” Il punto sull’attività: “Nonostante le complicazioni, nessun ritardo nelle manutenzioni e tanti progetti in corso!”

Si chiama Sentiero della Bonifica ma con il Consorzio di Bonifica non ha nulla a che vedere. Al di là  dell’assonanza, infatti, la gestione della ciclovia dipende dal settore infrastrutture della Regione Toscana che ha reperito e destinato agli enti competenti le risorse necessarie per mantenere in efficienza il percorso.

La spiegazione arriva direttamente dalle sede aretina dell’Alto Valdarno . “Il Consorzio – argomenta la Presidente Serena Stefani –   per legge non può sfalciare l’erba sul Sentiero della Bonifica. Farlo sarebbe illegittimo. Utilizzare le risorse, versate dai consorziati per la mitigazione del rischio idraulico destinandole a finalità diverse, infatti, si potrebbe configurare come una distrazione di fondi e un danno erariale. La normativa regionale è chiara: il Consorzio può e deve intervenire sul reticolo di gestione, ad esso affidato in gestione dalla Regione Toscana, con lo specifico obiettivo di prevenire il dissesto idrogeologico e di consentire le sistemazioni idrauliche necessarie. Il taglio della vegetazione, che spesso si porta al seguito anche una qualificazione dell’ambiente fluviale, di fatto, deve essere giustificato da fini squisitamente idraulici. Ed è con questo obiettivo che, annualmente, il Consorzio pianifica la sua attività, di concerto con il Genio Civile e gli amministratori locali e tenendo conto delle segnalazioni dei cittadini: gli interventi giudicati importanti sul piano della difesa del suolo vanno a comporre il cosiddetto Pab (acronimo che sta per piano delle attività di bonifica) e devono essere attuati,  dopo l’approvazione della Regione Toscana, entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento. Ricordo infine che non tutti i corsi d’acqua sono di competenza consortile come è facilmente rilevabile nel sito istituzionale del Consorzio e della stessa Regione. Così il Canale Maestro della Chiana, essendo classificato in seconda categoria idraulica, è gestito direttamente dalla Regione Toscana”.

Al di là dei tecnicismi, Serena Stefani tiene ad aggiungere una considerazione: “I dipendenti del Consorzio, rimasti al lavoro durante il lockdown, hanno dimostrato impegno e dedizione continuando nella loro attività, riuscendo nonostante le difficoltà  del periodo, a mantenere fede al cronoprogramma definito con la Regione Toscana. Dispiace quindi che, a causa di notizie inesatte, si metta in cattiva luce l’operato di uno staff piccolo nei numeri, ma capace di portare grandi risultati. Grazie ai suoi tecnici e ai suoi operai, infatti, l’ente, in questo delicato e complesso 2020,  è riuscito a portare avanti senza battute d’arresto la manutenzione ordinaria su torrenti e fiumi, operazione che entrerà nel vivo in tutto il comprensorio non appena cadranno i divieti a tutela della fauna nidificante;  ha completato il cosiddetto piano tagli, voluto dalla Regione Toscana per il contenimento della vegetazione in alveo e sulle sponde, che ha modificato l’immagine e la funzionalità dei corsi d’acqua principali; ha eseguito alcuni interventi puntuali urgenti; ha realizzato  importanti lavori di regimazione idraulica intercettando finanziamenti europei e sta lavorando con impegno allo sviluppo di nuovi progetti per potenziare la fornitura della risorsa idrica alle imprese agricole”.

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