MANUTENZIONI SOFT PER DIFENDERE GLI ECOSISTEMI FLUVIALI

6 maggio 2020

Serena Stefani (Presidente CB2): “Interrompere gli interventi sui corsi d’acqua nel periodo compreso tra marzo e giugno significa ritardare i lavori ed esporre il territorio a un maggiore rischio idraulico. Dobbiamo studiare e adottare soluzioni meno impattanti e più rispettose degli ecosistemi fluviali, senza stoppare l’attività. Anche per salvaguardare la biodiversità che, in questo periodo di rallentamento forzato delle attività umane, si è affermata in tutta la sua ricchezza” Arriva uno studio per la ricerca delle buone pratiche da applicare sul reticolo in tutto il comprensorio

Con il rallentamento forzato delle attività umane la biodiversità ha riconquistato i suoi spazi.

Così durante il lockdown,  nel corso dei sopralluoghi di routine su fiumi e torrenti, i tecnici dell’ente hanno registrato uno straordinario arricchimento, per quantità e diversificazione, dell’habitat naturale: un valore su cui il Consorzio ritiene necessario e urgente lavorare e investire.

Con la fase 2 del COVID-19, insomma, il CB2 ha così deciso di andare oltre e di approfondire le tematiche ambientali, studiando nuove modalità   per una gestione più “dolce” degli interventi di manutenzione ordinaria necessari a conservare i corsi d’acqua in efficienza.

“La battaglia quotidiana del Consorzio si combatte   sul reticolo idraulico  gestito per conto della Regione Toscana. Oltre 6.000 km di aste  da conservare liberi  da ostacoli che potrebbero rallentare il regolare deflusso e  con opere di difesa   capaci di assolvere alla loro funzione: un impegno  che deve essere garantito dodici mesi l’anno, principalmente attraverso lo sfalcio dell’erba e il diradamento della vegetazione. Solo in questo modo è possibile tenere sempre monitorata la situazione e intercettare eventuali elementi di pericolo da eliminare: improvvisi franamenti,   presenza di tane di animali,  rotture di argine…. che potrebbero compromettere la tenuta del reticolo e aumentare il rischio idrogeologico”, spiega la Presidente del Consorzio 2 Alto Valdarno Serena Stefani.

Il problema? E’ riuscire a coniugare gli interventi di manutenzione ordinaria programmati annualmente con il PAB (acronimo del piano delle attività di bonifica, strumento operativo predisposto dal Consorzio e approvato dalla Regione Toscana)  con la salvaguardia degli ecosistemi fluviali.

“La sensibilità ambientale che permea da sempre la nostra attività di difesa idraulica  – ribadisce la Presidente –   si è rafforzata  in seguito alla valutazione dell’effetto lockdown sulla fauna che popola i corsi d’acqua. Di qui, in perfetta sintonia   con le direttive impartite dalla Regione Toscana  attraverso l’adozione della delibera 1315/2019    per il contenimento della vegetazione in alveo, abbiamo ritenuto opportuno trovare sistemi di intervento più dolci e meno impattanti”.

L’ingegner Serena Ciofini, responsabile del settore difesa del suolo al CB2 aggiunge: “Interrompere la  manutenzione ordinaria in modo radicale e prolungato, nel periodo compreso tra marzo e giugno, non è compatibile con l’obbligo di garantire la sicurezza idraulica, ma è comunque indispensabile individuare un modus operandi adeguato, per tutelare la “vita” del fiume e  in particolare   l’avifauna nidificante, soprattutto nel periodo più delicato della riproduzione. Attraverso un apposito studio, metteremo a fuoco le soluzioni operative più rispettose degli ecosistemi fluviali”.

Lo studio  porterà ad elaborare un manuale di buone pratiche da applicare in tutto il comprensorio.

Per ogni cantiere, in particolare per quelli che si apriranno nell’intervallo compreso tra marzo e giugno, sarà   il Direttore Generale ad indicare i metodi “soft” da applicare per  procedere con le lavorazioni previste dal piano delle attività annuale e coniugare la tutela della sicurezza idraulica   con le direttive per la protezione e conservazione dell’ecosistema toscano, fissate con delibera regionale n. 1315/2019.

 

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