Expo Milano: presentato il modello Montedoglio

28 settembre 2015

Il Consorzio 2 Alto Valdarno ha organizzato a Expo Milano, lo scorso 25 settembre, l'incontro “L'invaso di Montedoglio per uno sviluppo ecocompatibile della Valdichiana”. Obiettivo, sviluppare un progetto volto alla valorizzazione tramite certificazione WF-ISO 14046 per il calcolo della water footprint delle produzioni agroalimentari della Valdichiana irrigate con acqua di Montedoglio.Il presidente Paolo Tamburuni: «L'acqua di Montedoglio per una produzione agricola certificata water footprint. Importante la conversione a ortaggi, frutta, vivaismo e piante officinali, e non solo»

Acqua di qualità per una produzione agricola che possa essere certificata per l’acqua con cui viene prodotta. La certificazione della risorsa irrigua è un passaggio fondamentale per avere la garanzia di una produzione agricola di pregio. Il Consorzio 2 Alto Valdarno ha organizzato a Expo Milano, lo scorso 25 settembre, l'incontro “L'invaso di Montedoglio per uno sviluppo ecocompatibile della Valdichiana”. Obiettivo, sviluppare un progetto volto alla valorizzazione tramite certificazione WF-ISO 14046 per il calcolo della water footprint delle produzioni agroalimentari della Valdichiana irrigate con acqua di Montedoglio. La grande disponibilità della risorsa, unico caso in Italia, può permettere di programmare una politica dell’irrigazione e di sviluppo ecosostenibile dell’intera Valdichiana. A fronte di una capacità dell’invaso di 104 milioni di litri ne vengono utilizzati per l’irrigazione meno di 2 milioni in Valdichiana ed altrettanti in Umbria. «L'opportunità di Montedoglio – ha spiegato il presidente del Consorzio, Paolo Tamburini – è sicuramenrte da cogliere. Potrà risolvere i problemi della Valdichiana con acqua ottima, esente dai nitrati. E potrà essere una valida alternativa ecosostenibile ai 30-40mila pozzi presenti che hanno portato al depauperanento della risorsa idrica e dai quali si attinge acqua di dubbia qualità». Un progetto nel quale devono giocare un ruolo fondamentale anche le aziende agricole. «È indispensabole che gli agricoltori inizino una riconversione delle colture e si passi da cereali a ortaggi, fiori, vivai, piante officinali che possono davvero rappresentare una grande opportunità di sviluppo economico dell'area».

L'incontro, che si è tenuto nello spazio Coldiretti, ha visto la presenza, oltre che del Presidente del Consorzio 2 Alto Valdarno, Paolo Tamburini, anche di Tulio Marcelli presidente Coldiretti Toscana, Massimo Gargano direttore generale Anbi, Renzo Boretti presidente Eaut - Ente Acque Umbro Toscano, Giorgio Federici docente alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Firenze, Graziano Ghinassi docente alla facoltà di Agraria dell'Università di Firenze e di Marco Bottino, presidente di Anbi Toscana. È stata l'occasione con il professor Graziano Ghinassi per fare il punto sui metodi di irrigazione, su quelli che consentono un consumo di acqua più basso con una maggior resa per la pianta, mentre il professor Giorgio Federici ha lanciato la provocazione sul fatto che il mondo dovrà diventare vegetariano visto il consumo di acqua necessario negli allevamenti, ma che la Valdichiana potrà continuare a mangiare la “fiorentina” di Chianina proprio per la presenza dell'acqua di Montedoglio. Marco Bottino ha, inoltre, sottolineato come la Toscana debba tornare a investire nei piccoli invasi per il recupero dell'acqua.

gruppo expo

Obiettivi. Il Consorzio vuole promuovere uma politica dell’irrigazione in grado di sviluppare una politica ecocompatibile di sviluppo dell’agricoltura e del sistema agroalimentare della Valdichiana puntando sui punti di forza di questo territorio (vocazionalità, imprenditorialità agricola, qualità ambientale) e soprattutto disponibilità (da sviluppare) di acqua di qualità. Inoltre il Consorzio punta a realizzare nuovi distretti incentrati sulla disponibilità della risorsa data da Montedoglio facendo leva sulle disponibilità offerte dai fondi strutturali europei di questa programmazione (PSR 2014/2020) e del piano Irriguo Nazionale sviluppando nuovi distretti irrigui sulla base delle esigenze, i programmi e le prospettive di sviluppo delle imprese agricole/agroalimentari di un comprensorio. Infine c'è la volontà di introdurre a livello delle aziende agricole i modelli di corretto, razionale ed efficiente uso dell’acqua nell’irrigazione delle colture utilizzando il modello Irriframe.

Potenzialità. Le potenzialità agronomiche e la particolare vocazione agricola ed agroalimentare offerta dalla Valdichiana (non vi sono attività industriali/manifatturiere di impatto) per colture di pregio (frutticoltura, orticoltura, vivaismo, piante officinali ….) e ad alto valore aggiunto nonché per la zootecnia (Chianina) il cui sviluppo è legato alla disponibilità della risorsa .

L'impronta dell'acqua. La metodologia WF si è sviluppata partendo dal concetto di acqua virtuale. Nel novembre 2014 essa è stata tradotta in norma Iso (ISO 14046) portando la WF a diventare parte integrante del framework più generale della metodologia LCA-Life Cycle Assessment (ISO 14040:44). La Water Footprint rappresenta uno strumento innovativo per valutare e gestire la sostenibiltà idrica di ogni attività o servizio. La certificazione dei volumi di acqua impiegati per uso irriguo fa parte, tra l'altro, di un progetto del Mipaaf, ministero delle politiche agricole. Ecco che i Consorzi sono sempre più i soggetti che, attraverso la gestione collettiva dell’acqua irrigua, assumono rilevanza decisiva per dare competitività alle produzioni agricole, reddito alle imprese, qualità ai consumatori.

I distretti. Il Consorzio 2 Alto Valdarno ha tra i propri compiti la gestione dei distretti irrigui. Il distretto 21 nella zona di Pieve Al Toppo /Mugliano/Badia al Pino specializzato in frutticoltura, distretto 7 zona di Castiglion Fiorentino (La Nave) al suo primo anno di esercizio), il distretto 1 zona nord di Arezzo (Chiassa, Tregozzano, Petrognano, Campoluci Quarata), il distretto 42/43 nella zona di Valiano, Montepulciano Stazione, e presto potrebbe essere dato in gestenio al Consorzio anche il distretto Foenna, 1.520 ettari di estensione, oggi gestito da EAUT (Ente Acque Umbro Toscano), un vecchio distretto che necessita di un piano straordinario di ristrutturazione e manutenzione.

L'invaso di Montedoglio. La diga ha una capacità di accumulo di 140 milioni di metri cubi d’acqua (oggi 102 milioni per la rottura avvenuta qualche anno fa ma in corso di riparazione) che danno luogo ad un’ampia disponibilità della risorsa (unico caso oggi in Italia).

L'acqua di Montedoglio. Le sue caratteristiche qualitative ( bassissimo o quasi assente contenuto in nitrati, fosfati, cloruri, purezza biologica) e di chiarezza (non presenta torbidità all’utilizzo) ne fanno un’acqua eccelente a fini irrigui e di abbeveraggio zootecnico.

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