INVESTIRE IN PREVENZIONE

30 novembre 2019

Massimo Gargano (Direttore generale ANBI nazionale): “Basta con la cultura dell’emergenza. Adesso un grande patto per valorizzare le competenze e dare concretezza alle scelte. La Regione Toscana un modello” Serena Stefani (Presidente CB2): “Avanti con i contratti di fiume, in tutto il comprensorio” Salone della biodiversità: In mostra le “rarità” dell’habitat fluviale del comprensorio: dallo scazzone all’ululone passando per la grande perla

Tanti e importanti i messaggi emersi dal workshop Fiume e vegetazione, verso un rapporto ideale, organizzato dal Consorzio 2 Alto Valdarno in collaborazione con Civis Chiana – il Contratto di fiume del Canale Maestro della Chiana. In sintesi:

 LA TOSCANA UN MODELLO

Massimo Gargano – Direttore Generale ANBI nazionale: “Circa 8 mq/sec. Nonostante la crisi edilizia,   è questa la velocità con cui cresce il patrimonio immobiliare cresce in Italia  Il nostro è un paese dove si costruisce troppo, spesso anche dove non si dovrebbe; che paga a caro prezzo lo spopolamento delle aree interne e la forte antropizzazione delle aree costiere; che mostra la sua fragilità  di fronte ai cambiamenti climatici che causano fenomeni estremi in sequenza sempre più ravvicinata.  Ma soprattutto è un paese dove la cultura dell’emergenza prevale su quella della prevenzione. Lo dimostrano i 7 miliardi di euro “bruciati” ogni anno per fronteggiare le calamità naturali, soldi  utilizzati solo in modo marginale per il riconoscimento dei fabbisogni reali e soprattutto che  non servono ad affrontare e a risolvere, in modo strutturale,  i problemi. In Toscana sono a rischio alluvione il 26 per cento della popolazione, il 22,5 per cento degli edifici, il 29,4 per cento delle imprese, il 19 per cento dei beni culturali. Massimo Gargano, direttore generale di ANBI nazionale, al workshop “Fiume e vegetazione: verso un rapporto ideale”, che si è tenuto oggi a Castiglion Fiorentino (Ar), cifre alla mano ha messo il dito nella piaga, indicando anche la possibile strada da seguire per superare l’approccio emozionale con cui, oggi, si affronta il rischio idrogeologico. “Occorre dare concretezza alle scelte e   valorizzare le competenze. Per la sicurezza, l’economia e l’occupazione serve un grande patto tra Regioni, comuni e Consorzi, che oggi rappresentano un sistema moderno e fortemente professionalizzato, che ha dimostrato di avere grandi capacità progettuali con cui ha saputo intercettare molte delle risorse messe a disposizione dal piano nazionale invasi, dal piano irriguo e dal piano di sviluppo rurale”, ha concluso il Direttore riconoscendo alla Regione Toscana il merito di aver riformato il sistema consortile e di aver investito tanto e bene nella difesa del suolo.

 VIA AI CONTRATTI DI FIUME IN TUTTO IL COMPRENSORIO

Serena Stefani (Presidente CB2): “Fondamentale coniugare   le necessità di manutenzione dei corsi d’acqua con il rispetto dell’ambiente che, nel nostro comprensorio, è ancora ricco e diversificato, tanto da comprendere specie considerate rare o importanti indicatori biologici. Come dimostra il salone delle biodiversità, mostra collaterale al convegno. Il Consorzio 2 Alto Valdarno ritiene strategico adottare tecniche di manutenzione differenti in base alle differenti caratteristiche dei corsi d’acqua. Determinante è favorire la sostenibilità ambientale, estendendo l’esperienza positiva del Contratto di Fiume”

TANTI CONTROLLI PER LA SICUREZZA

Ten. Col. Claudio Donati – Carabinieri Forestali: Ricordando il ruolo svolto dai Carabinieri Forestali ha riepilogato l’attività svolta nell’ultimo biennio: “In due anni abbiamo effettuato 90 controlli: 18 volti al contrasto di prelievi abusivi di acque superficiali e sotterranee e occupazioni abusive del corso d’acqua, 38 per il controllo delle concessioni rilasciate dal Demanio Idrico,  34 per la verifica delle autorizzazioni rilasciate ai sensi del regio decreto 523/1904. Complessivamente sono state individuate 13 irregolarità. Di queste 6 si sono tradotte in notizie di reato.

LANCIATO IL NUOVO CORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER UNA CORRETTA MANUTENZIONE DELLA VEGETAZIONE RIPARIA

Prof.    Federico Preti, docente universitario – Illustrando la necessità di adottare tecniche di manutenzione rispettose dell’habitat fluviale, il professore che, nel CB2, ha introdotto la tecnica dello step and pools, ha presentato il nuovo corso di specializzazione universitaria che avrà al suo centro proprio il rapporto corretto tra sicurezza e taglio della vegetazione.

IL COMUNE DALLA PARTE DELLE AZIONI SOSTENIBILI

Biodiversità e sostenibilità due elementi fondamentali per il funzionamento dell’ecosistema. Da una parte, quindi, bisogna mantenere un’elevata biodiversità destinando luoghi e aree di particolare pregio all’istituzione di riserve, parchi o oasi garantendo, in questo modo, la conservazione e valorizzando tutte le attività sostenibili correlate. Tra queste, appunto, quella indispensabile dell’uomo che non abbandonando il territorio lo mantiene sotto controllo idrogeologico.  Mantenere e preservare, quindi, attraverso azioni sostenbili”.

Sono inoltre intervenuti Elisabetta Norci, esperta del paesaggio, Marina Lauri di ANCI Toscana per valorizzare l’esperienza dei Contratti di Fiume; il presidente di ANBI Toscana Marco Bottino che ha portato l’esperienza fatta sul capo dai Consorzi nelle ultime settimane, dopo il week end nero dei nubifragi; Beatrice Pucci della segreteria organizzativa del Contratto di fiume Civis Chiana,  Lucia De Robertis, vice presidente del consiglio regionale della Toscana che, tirando le conclusioni, ha rappresentato le politiche di tutela dal rischio idrogeologico attuate e promosse dalla Regione e ha raccolto con interesse i contributi emersi dal convegno.

IL SALONE DELLA BIODIVERSITA’

Ululone, Scazzone, Fischione…. Ma anche Grande Perla, Sagittaria, Unio, Barbo Tiberino…. Specie quasi azzerate dall’avanzata degli inquinanti, dall’antropizzazione sfrenata, a volte anche dall’attività stessa di bonifica….. Specie che, insieme ad altre,  ancora sopravvivono in alcune aree del capoluogo e in molti ambienti fluviali delle vallate che compongono il comprensorio del Consorzio 2 Alto Valdarno.

Ci sono specie come il Barbo Tiberino che si trovano da Nord a Sud del territorio, altre, come lo Scazzone e la Grande Perla, concentrate solo in alcune aree. Lo dimostrano studi recenti, curati da enti diversi (ministero, comuni, ente parco, Università): i risultati messi a confronto e integrati raccontano che i 54 comuni inseriti nel perimetro consortile del CB2 sono un autentico scrigno ricco di differenze, da difendere e tutelare. Le “rarità” biologiche sono state esposte e illustrate  nella mostra collaterale allestita in contemporanea al workshop.

I lavori

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