CURE DRASTICHE PER LE ROVERELLE PERICOLANTI

18 ottobre 2019

L’esperto: “Necessario l’abbattimento di un esemplare inclinato di 40 gradi. L’altro, opportunamente trattato, per ora può rimanere al suo posto” Serena Stefani (Presidente CB2): “Intervento per garantire la funzionalità idraulica e l’incolumità delle persone, con la massima attenzione all’ambiente”. Per effettuare l’operazione un tratto di strada comunale in loc. Le Pietre rimarrà chiusa al transito veicolare dal 21 al 26 ottobre 2019 dalle ore 8 alle ore 18

Non ci sono chance per uno dei due esemplari di roverella, cresciuti lungo le sponde del Vingone, a monte dell’attraversamento della strada per Monteripaldi nel comune di Arezzo, che sarà abbattuto. L’altro   sottoposto a una drastica “cura”, invece, potrebbe cavarsela.

E’ questo il verdetto dell’esperto, al quale il Consorzio 2 Alto Valdarno ha affidato il “caso” delle piante malate, individuate e segnalate dai tecnici dell’ente nel corso della regolare attività di monitoraggio del torrente.

A prima vista instabili e precarie, tanto da rappresentare una potenziale minaccia per  la sicurezza del ponte sottostante e delle vicine abitazioni, le loro condizioni di salute sono apparse subito delicate.

Immediatamente sono stati avviati i “consulti”, per mettere a punto la terapia più adeguata ed efficace.  L’esperto interpellato, dopo le necessarie indagini di laboratorio e valutazioni, ha fornito una diagnosi seria e, con essa, la sentenza: per uno dei malati sarà necessario “staccare la spina”.

Interamente avvolta dall’edera, con una base di 1,20 m e un’altezza che supera i 24, la secolare roverella, piegata di 40 gradi, infatti, rappresenta un pericolo per persone e cose.

L’inclinazione del fusto  verso il ponte, attraversato ogni giorno da veicoli e persone e al lato del quale corre un metanodotto; lo sviluppo asimmetrico della chioma; l’apparato radicale in gran parte esposto, danneggiato, decomposto e circondato dal terreno dilavato dal torrente, insieme ai risultati degli esami strumentali, non lasciano spazio a  dubbi: i difetti strutturali e morfologici riscontrati contribuiscono a definire un quadro di massima gravità e attribuiscono all’esemplare un rischio di caduta e schianto molto alto. La situazione è severa al punto da rendere vano ogni intervento di risanamento per cui il consiglio dell’esperto è stato di procedere in tempi stretti con l’abbattimento. Il Consorzio si è immediatamente attivato ed ha programmato l’intervento che, autorizzato dal Genio Civile Valdarno Superiore, condizioni meteorologiche permettendo, sarà eseguito nei giorni compresi tra il 21 e il 26 ottobre, da una ditta specializzata, con l’impiego di gru e piattaforma aerea.

Leggermente meno grave seppure complesso il quadro clinico della seconda roverella, alta 23 metri con un diametro di 88 cm e un’età di circa 60 anni, che per ora potrà rimanere dov’è, a patto che venga sottoposta a un’accurata manutenzione e a un periodico controllo visivo.  Per ridurre il suo livello di pericolosità, il Consorzio dovrà intervenire per eliminare  i monconi di rami e branche diseccati, alleggerire la chioma, selezionare i nuovi getti, eliminare ed asportare i rampicanti che ricoprono. Una terapia d’urto che, almeno all’inizio, forse ne peggiorerà l’aspetto, ma che, alla fine, dovrebbe consentire un netto miglioramento della sua stabilità.

“L’operazione è resa necessaria – spiega Serena Stefani, Presidente del Consorzio 2 Alto Valdarno – per mantenere in efficienza e funzionalità le opere idrauliche: un crollo o uno schianto improvviso infatti potrebbero compromettere le arginature, ostruire il ponte e creare danni alle opere idrauliche.  L’intervento risulta inoltre improntato a cautela per l’incolumità pubblica in quanto le piante sottoposte a manutenzione sono situate in prossimità di un attraversamento di viabilità pubblica e al quale si attesta un ramo di metanodotto. La decisione è stata assunta con massima cautela e nel pieno rispetto dell’ambiente, consultando il parere di un esperto che ha attentamente valutato le condizioni di salute drammatiche di un esemplare e la gravità dell’altro”.

Per consentire di completare l’intervento in sicurezza, dal 21 al 26 ottobre, dalle ore 8 alle ore 18, un tratto di strada comunale in loc. Le Pietre all’altezza del civico n. 14 rimarrà chiuso al traffico veicolare, come stabilito dall’ordinanza del comune di Arezzo.

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