LAVORI IN CORSO SULL'ARNO

3 ottobre 2019

Stefani (CB2): “Sui corsi minori eseguito il 70 per cento dei cantieri. Gli altri saranno completati entro dicembre. Tra breve investimenti consistenti, con finanziamenti in gran parte regionali, per sistemare le arginature leopoldine e per realizzare il “piano tagli” sull’Arno

Mezzi e uomini al lavoro sull’Arno.

Anche a San Giovanni Valdarno, da qualche giorno, è decollato l’intervento per la manutenzione del fiume: un restyling atteso dagli amministratori e dai cittadini, particolarmente affezionati al corso d’acqua, che attraversa longitudinalmente il centro urbano e che si snoda lungo la bella passeggiata.

Sotto i ferri le barre sedimentate all’interno dell’alveo, nel tratto compreso tra i due ponti e subito a monte del Ponte Ipazia d’Alessandria.

La “terapia”,  prescritta dai tecnici,   prevede l’eliminazione della  vegetazione erbacea e  il contenimento della vegetazione arbustiva che, complici le temperature estive e le piogge, si sono fatte invadenti e che, proprio per questo, rischiano di  rallentare  o ostacolare il regolare scorrimento delle acque.

Centrotrentacinquemila gli euro necessari per realizzare l’operazione, programmata dal Consorzio 2 Alto Valdarno tra gli interventi ordinari, inseriti nel piano  annuale delle attività approvato dalla Regione Toscana: un investimento importante e prezioso  per mitigare il rischio idraulico, oltre che per restituire decoro a un’area importante e frequentata della città.

Contemporaneamente il Consorzio interverrà su un tratto più esteso dell’asta fluviale: esattamente quello compreso tra l’immissione del Borro di Riofi e delle Cave e l’immissione del Borro dei Frati. In tutto 2 km di spazio da cui devono essere eliminate le erbacce e su cui sarà effettuato un taglio selettivo delle alberature presenti lungo le sponde. Qui infatti sono stati individuati elementi secchi, pericolanti e debolmente radicati che, in caso di eventi meteorologici avversi, potrebbero ribaltarsi all’improvviso, creando  problemi al deflusso idraulico e danni alle infrastrutture e ai manufatti circostanti.

Ma per l’Arno il 2019 sarà anche l’anno di un trattamento straordinario. Nelle prossime settimane, infatti, partirà l’annunciato intervento di manutenzione delle arginature leopoldine: un maxi progetto che sfiora i 1.100.000 euro di investimento e che ha ottenuto un importante finanziamento regionale.

Non solo. Il fiume, a San Giovanni Valdarno, come in altri comuni della vallata, sarà sottoposto a un intervento straordinario di manutenzione della vegetazione presente in alveo, lungo le sponde, sulle barre sedimentate e sulle arginature leopoldine: l’operazione, ribattezzata “piano tagli”, è finanziata  in gran parte con fondi regionali e decollerà nelle prossime settimane per proseguire nel corso dell’inverno.

 “La strategia del Consorzio 2 Alto Valdarno – spiega la Presidente Serena Stefani –  è garantire interventi accurati soprattutto nelle aree più densamente popolate e dove di concentrano le attività umane, oltre che nelle aree collinari dove è importante agire per mitigare il rischio idraulico e per assicurare un buon regime delle acque a valle.  San Giovanni Valdarno, città tagliata in due dall’Arno e attraversata da numerose aste minori, è una delle realtà della vallata dove  è necessario porre un’attenzione particolare sia alle manutenzioni ordinarie che alle manutenzioni straordinarie. Le prime sono ormai a buon punto:  i lavori programmati nel piano delle attività  sono al  70 per cento eseguiti, mentre il rimanente 30 per cento sarà realizzato entro la fine dell’anno.   Oltre agli interventi sui Borri della Madonna, delle Ville, dei Frati, del Quercio e sul torrente Vacchereccia, adesso siamo impegnati sull’Arno, dove sono  previsti anche importanti interventi di natura straordinaria, ormai prossimi al decollo.  Con questa attività  riteniamo di raggiungere un duplice importante obiettivo: potenziare la prevenzione e restituire una buona fruibilità ai corsi d’acqua, in particolare al fiume simbolo del territorio sangiovannese, che è anche il motore della vita sociale ed economica della città”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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