IL CONSORZIO CON IL VENTO IN POPPA

20 luglio 2018

Dal conto consuntivo 2017, emergono tanti numeri e dati interessanti: la fotografia di un consorzio efficiente e moderno, che lavora con passione per la difesa del suolo

Esercizio positivo per il Consorzio Alto Valdarno. Tirando le somme, in occasione dell’approvazione del bilancio consuntivo, l’ente ha fotografato l’importante performance messa a segno nel 2017: un anno “storico” perché caratterizzato  dalla piena applicazione della LR 79/2012, che lo ha istituito, e perché segnato da una serie di risultati positivi. Tra questi: un grande sviluppo dell’attività svolta sul territorio sia sul fronte della difesa idrogeologica sia sul fronte della fornitura di acqua alle aziende agricole; il consolidamento della struttura; il trasferimento della sede in locali più idonei e  funzionali;  l’apertura di un ufficio di zona a Torrita di Siena e di una sede operativa ad Arezzo che hanno consentito di dare risposte più puntuali  alle esigenze di manutenzione del reticolo idraulico nell’area della Valdichiana e del Comprensorio di Arezzo.

Sul fronte della difesa idrogeologica,  sono stati aperti ben 90 cantieri. Sotto i “ferri” sono passati 830 km di corsi d’acqua per lo sfalcio, 715 km per i tagli selettivi, oltre 32 per la risagomatura. A questo forte impegno, si aggiungono gli oltre 230 mila euro di interventi realizzati sulle opere idrauliche, che portano a quota 7.300.000 gli euro investiti, in dodici mesi, per la salvaguardia del territorio.

Nel corso del 2017, oltre all’attività programmata,  il Consorzio ha ricevuto  e gestito 245 segnalazioni, a cui ha risposto con sopralluoghi e, dove necessario, con l’esecuzione di interventi specifici.

Di più. Utilizzando i risparmi fatti negli anni precedenti per i ribassi di gara,   l’ente ha potuto effettuare anche importanti interventi di manutenzione straordinaria, la cui definizione e finanziamento sono di competenza della Regione Toscana.  Grazie alle economie è riuscito a realizzare  la protezione al piede delle sponde della Reglia di Paternò, a valle del ponte sulla SP31, in loc. Farneta, nel comune di Cortona;  il ripristino delle opere di immissione in Arno del Fosso dell’Abate in loc. Lagaccioni, nel comune di Figline-Incisa; la manutenzione straordinaria dell’Arno, nel tratto che ricade nell’area compresa tra i comuni di Figline-Incsa e Reggello.

A seguito della convenzione siglata con il Genio Civile Alto Valdarno, poi, il Consorzio ha realizzato lavori per oltre 1.300.000 euro su tratti del reticolo dotati di opere idrauliche in 2° categoria di competenza della Regione e da questa finanziate: 14 cantieri in dodici mesi, hanno consentito la manutenzione di    115 km di corsi d’acqua, con  sfalci su 96 km, tagli selettivi su  7 km, risagomature su 12 km  e circa 58.000,00 euro di interventi puntuali sule opere.

Non si può inoltre trascurare l’intesa attività di progettazione con cui  ha studiato e ideato nuove opere e interventi per la mitigazione del rischio idraulico, che potrebbero prendere forma nell’arco del 2018 e negli anni a venire.

Trend positivo anche sul fronte dell’irrigazione: nel 2017 l’Alto Valdarno ha gestito le opere irrigue dello schema di Montedoglio della provincia di Arezzo e Siena, ma ha impegnato le sue energie anche  per studiare lo sviluppo delle reti attualmente disponibili.

Ottimi i risultati della campagna irrigua, che, complice la stagione particolarmente calda e siccitosa, ha permesso al CB2 di registrare un considerevole aumento degli ettari irrigati, passati dai 483,61 del 2016, ai  598,51 dell’anno successivo, e del volume della risorsa distribuita, più che raddoppiata, passando  da meno di 1 milione di mc del 2016 agli oltre 2.000.000 del 2017.

Per completare il quadro dell’attività svolta dal Consorzio, lo scorso anno,  occorre aggiungere gli oltre 1.350.000 euro di lavori, realizzati con le risorse  ottenute partecipando all’apposito bando del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, che hanno permesso importanti consolidamenti e sistemazioni idraulico-forestali in ambienti fragili e  delicati, a cui si è aggiunta la “conquista” di oltre 1.600.000 euro per interventi ancora  in fase di progettazione.

All’attività tecnico operativa, si è accompagnata una intensa (e necessaria) attività amministrativa,  l’affidamento delle gare e degli affidamenti,  la gestione del ruolo.

Nel  2017 sono stati emessi 145.400 avvisi per un importo complessivo di 7.008.791,58 euro, saldato dall’85% dei consorziati già nella fase bonaria, prima della discesa in campo dell’Agenzia delle Entrate. 

L’analisi del contributo richiesto evidenzia che, in media, si tratta di cifre contenute: il 52% dei proprietari di immobili infatti paga tra i 10,33 e i 20,00 euro l’anno;  al 94% vengono chiesti  importi inferiori ai 100 euro.

Altra nota positiva: il riconoscimento dell’attività svolta dal Consorzio, che si traduce in una importante ed evidente diminuzione del contenzioso. I ricorsi presentati dai consorziati sono in caduta libera e riguardano soprattutto le annualità pregresse, prima dell’entrata in funzione dei nuovi enti e dell’applicazione della LR 79. Nel 2017, il Consorzio ne ha dovuti gestire una quarantina, molti già conclusi con esito favorevole per l’ente.

Fiore all’occhiello del 2017 è stata la sigla del Contratto di Fiume per il Canale Maestro della Chiana che ha dato all’Alto Valdarno visibilità nazionale, con ruolo di protagonista presso il relativo osservatorio.

Numeri e cifre snocciolati con soddisfazione dal Presidente Paolo Tamburini che, incassando il consenso dell’Assemblea riunita per votare il bilancio consuntivo 2017, ha commentato: “Siamo davvero soddisfatti dei risultati raggiunti e ci proponiamo traguardi ancora più ambiziosi, che potremo tagliare solo potenziando il numero degli operai e delle squadre che mettiamo quotidianamente in campo e la dotazione dei mezzi già in fase di ampliamento. Dai dati e dalle analisi esposte emerge chiaramente il continuo incremento dell’attività del Consorzio, la sua qualificazione ed un ruolo sempre più attivo nella difesa idrogeologica e nella fornitura della risorsa idrica alle imprese agricole, in linea con quanto previsto dalla Legge Regionale 79/2012 e con spirito di servizio verso i cittadini ed il territorio del Comprensorio Consortile che siamo stati chiamati a gestire”.

 Arezzo, 20/07/2018  

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