LA RETE IDRAULICA MINORE INVASA DAI RIFIUTI

4 giugno 2018

Alla vigilia del 5 giugno, giornata mondiale dell'ambiente, il Presidente Paolo Tamburini lancia un allarme: La plastica abbandonata nei corsi d’acqua non solo inquina, ma favorisce allagamenti ed alluvioni. Da settembre il CB2 in aula per corsi di educazione ambientale. Bene l'accordo con il comune di Arezzo per il recupero dei rifiuti

Ogni anno il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno rimuove quintali di rifiuti dal reticolo idraulico di competenza. Materiale edile, pezzi d’arredo, vecchi elettrodomestici, fusti di metallo, penumatici d’automobile e…. montagne di sacchetti di plastica.

Alla vigilia  della giornata mondiale dell’ambiente, proclamata per il 5 giugno dall’ONU, il Presidente Paolo Tamburini lancia l’allarme: “La plastica abbandonata non solo è una pericolosa fonte  di inquinamento per gli oceani, ma, purtroppo, mina anche l’efficienza della nostra rete idraulica. L’inciviltà di chi getta rifiuti,  nei fossi o nei canali di scolo, può infatti può concorrere all’aumento del rischio idrogeologico, già accentuato dalla violenza degli eventi meteo, conseguenti ai cambiamenti climatici. Per questo la pulizia delle acque dai “materiali in sospensione” (ramaglie, ma anche bottiglie di plastica, rifiuti, oggetti domestici…) è una delle principali voci di spesa per il Consorzio, impegnato anche ad effettuare anche interventi preventivi, su indicazione dei Comuni o dei cittadini, i cui costi possono essere imputati al privato nel caso di conclamata negligenza”.

Un battaglia che si vince prima di tutto con l’educazione. “Il CB2, a partire dal prossimo anno scolastico, rafforzerà la sua presenza nelle scuole con un’azione mirata di formazione ambientale rivolta ai ragazzi delle scuole dell’obbligo”, spiega Tamburini.

Ma non solo. Servono azioni concrete che non lascino solo il Consorzio di fronte alla difficile  battaglia contro l’inciviltà di chi scambia gli argini per discariche. Di qui la necessità di trovare intese importanti che facilitino il recupero della spazzatura che invade gli alvei. Come è accaduto ad Arezzo, con l’accordo operativo, sottoscritto  dall’ing. Giovanni Baldini, dirigente del Servizio Ambiente dell’ente del Comune, con il Direttore Generale del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, dottor Francesco Lisi, che definisce, nei dettagli,  ruoli, compiti e scadenze.

“Il patto antidegrado è stato  favorito  da  un parere fornito dall’Assessore Ambiente e Difesa del Suolo,     Federica Fratoni, che ringrazio. Questo, insieme alla sensibilità degli amministratori aretini, ha permesso di siglare   il disciplinare che facilita l’attività di recupero e smaltimento da parte dell’ente consortile, un esempio che spero possa essere seguito da altri comuni”.

Ed ecco in sintesi il contento.

Il Consorzio, prima di aprire un cantiere, deve monitorare l’area, individuare i rifiuti presenti e segnalarne la presenza al comune, possibilmente con una stima delle quantità e dei tempi necessari al loro ripescaggio.

Contemporaneamente  deve indicare il punto in cui saranno temporaneamente accumulati i materiali via via recuperati, separati, seppure grossolanamente, per categoria.

Il compito di  individuare l’area, delimitarla, metterla in sicurezza e ripristinarla, a intervento concluso, spetta  dal Consorzio, che la sceglierà in modo da facilitare le operazioni di raccolta da parte del Gestore del servizio. Questo, a sua volta, dovrà recuperare e  portare a destinazione gli oggetti rinvenuti nei fiumi in un tempo massimo di 10 giorni.

Al comune l’onere del servizio offerto dalla Sei Toscana srl, fino alla scadenza del suo contratto.

 

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